Sono passati 20 anni da quando i Radiohead hanno pubblicato OK COMPUTER, capolavoro che ha segnato un’intera generazione. OK COMPUTER ha fatto la storia con pezzi come Karma Police, Paranoid Android, No Surprises e continua a emozionare milioni di fans in tutto il mondo.

Per l’occasione, il magazine Pitchfork ha commissionato 12 artisti per interpretare, a modo loro, un brano a testa di questo capolavoro. Questo è quello che ne è uscito:

1. “AIRBAG” by MARIO HUGO

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L’artista dichiara che ha voluto interpretare il brano con un riferimento alla vita e la morte e all’opera “L’Urlo” di Munch. 

2. “PARANOID ANDROID” by ERIC CARTER

Questa opera si riferisce a un curioso fatto accaduto a Thom Yorke: una sera in un pub ha assistito alla reazione violenta di una donna contro un uomo che, senza farlo apposta, le aveva fatto cadere la birra. Il cantante, raccontando riferendosi alla donna, dichiarò di non aver mai visto uno sguardo così inquietante.

3. “SUBTERRANEAN HOMESICK ALIEN” by SALLY THURER

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Secondo l’artista la canzone descrive la vita terrestre sintetica e il viaggio nello spazio illuminante , perché guardare la terra dallo spazio mette tutte le ansie in prospettiva. Quindi ha voluto concentrare la sua illustrazione sul legame tra l’artificiale e il metafisico. Il pavimento rotto rappresenta il mondo materiale che fa strada alla verità spirituale per raggiungere il cielo.

4. “EXIT MUSIC (FOR A FILM)” by LALA ABBADON

4_ExitMusic_LalaAbaddon_webL’artista lo ha definito il brano più cupo di OK COMPUTER, ma allo stesso tempo ha anche una bramosa soffocante libido. Questa dicotomia è rappresentata dalla fluidità e distorsione dell’opera che cavalca la separazione tra un paesaggio surreale e un corpo nudo astratto.

5. “LET DOWN” by DOUGH JOHN MILLER

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Il brano commenta gli effetti della globalizzazione e l’inquietante solitudine della vita moderna. Di conseguenza, l’artista ha voluto esplorare l’etereo e mondano paesaggio urbano, da cui ne è affascinato. Una specie di “lobotomia architettonica”, termine coniato dall’archistar Rem Koolhaas.

6. “KARMA POLICE” by MAREN KARLSON

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L’opera rappresenta una forza immortale che ci “perseguita” e indica le direzioni sbagliate che prendiamo nel labirinto composto dalla nostra ignoranza e i nostri errori. Mentre ci trasformiamo eternamente, non siamo perfetti. 

7. “FITTER HAPPIER” by MAX GUTHER

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L’opera rispecchia la società di oggi, improntata a migliorare sempre di più le apparenze, non accettando la possibilità di fermarsi o di fare errori.

8. “ELECTIONEERING” by CAMILO MEDINA

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L’artista ha dichiarato che questo brano gli fa pensare a un politico che gira il paese promettendo cose per farsi eleggere, ma una volta eletto non mantiene nulla e fa i suoi interessi. Una cosa molto attuale al giorno d’oggi.

9. “CLIMBING UP THE WALLS” by JESSE DRAXLER

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L’espressione “Arrampicarsi sugli specchi” è molto usata per definire uno stato di auto-agitazione dovuta all’ansia e stress. L’essere perseguitato dai propri demoni. 

10. “NO SURPRISES” by SONNENZIMMER

Sonnenzimmer definisce il brano “un inquietante ninna nanna” per l’essere umano arcaico. L’opera è stata quindi creata in base a questo pensiero.

11. “LUCKY” by GERIKO

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Il brano è definito come un “sogno premonitore” riguardanti gli ultimi decenni, GERIKO ha voluto raffigurare questo sogno utilizzando i simboli citati nel pezzo.

12. “THE TOURIST” by WANG & SÖDERSTRÖM

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Si tratta di vagare in fretta senza avere più una meta precisa e, di conseguenza, si tendono a perdere di vista le cose importanti. Rallentando la via si rivela da sola.